L’integrazione delle telecamere di sicurezza collegate all’infrastruttura IT, con il controllo elettronico degli accessi, aiuta gli utenti a capire rapidamente gli eventi. Con Meraki MV, infatti, è possibile creare integrazioni personalizzate con le API o usare una piattaforma di controllo degli accessi in cloud con l’integrazione disponibile per MV.
Avete presente un puzzle? Si tratta di un’immagine suddivisa in centinaia di pezzi. Un singolo pezzo non offre molte informazioni sul quadro generale, ma man mano che se ne congiungono i vari pezzi, l’immagine diventa più chiara. La sicurezza fisica funziona in modo simile, in quanto una sola informazione su un singolo evento difficilmente fornisce un quadro chiaro di ciò che è realmente accaduto.
Supponiamo che un team di sicurezza riceva un avviso con due informazioni:
- Una porta è rimasta aperta per 60 secondi.
- Un badge dipendente, quello di “Tizio“, è stato usato per aprire la porta.
Cosa dovrebbe fare il team di sicurezza? La risposta dipende dalle circostanze.
“Tizio” stava usando il suo badge? Perché ha lasciato la porta aperta per così tanto tempo? C’è stato il tailgating e, in caso affermativo, chi altri è entrato? Il video può aiutare a rispondere a queste domande, ma come fai a sapere quando e dove cercare?”.
Per dare un senso agli eventi più velocemente e ottenere l’immagine completa, i sistemi di controllo di accesso e video devono lavorare insieme.
Ottieni risposte più rapidamente
Fortunatamente, sono disponibili API della smart camera Meraki MV che semplificano la creazione di un contesto video, al fine di stabilire la validità di elementi come i registri di controllo dell’accesso. L’API di collegamento video può essere utilizzata per accoppiare riprese video con eventi di controllo dell’accesso. In questo modo, è possibile recuperare un’istantanea dalla telecamera pertinente per un contesto più immediato su un determinato evento, in questo caso una persona si collega.
Ciò significa che quando c’è un avviso o un evento deve essere rivisto, è facile, per l’utente, capire rapidamente cosa è successo. Con questo tipo di integrazione, nello scenario sopra descritto, la sicurezza avrebbe potuto facilmente guardare l’istantanea o accedere al video pertinente nella dashboard per verificare che “Tizio” stesse usando il suo badge e che la porta fosse rimasta aperta per 60 secondi al fine di portar dentro un paio di scatole.
Un esempio di Integrazione MV: la piattaforma Sequr
Mentre le API di Meraki sono disponibili per chiunque abbia una licenza connessa alle telecamere di sicurezza, Sequr ha reso ancora più semplice per i clienti l’utilizzo del sistema di controllo dell’accesso al cloud.
L’integrazione della piattaforma Sequr con le smart cameras Meraki MV semplifica e velocizza la registrazione degli eventi. Una volta immessa la chiave API, è sufficiente mappare le telecamere alle porte e iniziare a monitorare i log di controllo degli accessi con le smart camera Meraki MV.
Nella piattaforma Sequr, accanto a ciascun evento verrà visualizzato un collegamento video al feed pertinente. Selezionando il collegamento, la videocamera si avvia nella dashboard di Meraki e riprodurrà il video dell’evento.
Gli utenti di Sequr possono anche configurare il sistema per creare un breve video clip, visualizzabile nella piattaforma Sequr. I video possono anche essere inclusi negli avvisi. E’ possibile, infatti, prevedere avvisi inviati via e-mail o a una piattaforma di messaggistica, rendendo ancora più facile per i team valutare rapidamente gli eventi.
Il controllo degli accessi e il GDPR
Dopo numerosi dibattiti e dubbi emersi sull’argomento, lo si può finalmente stabilire con certezza. L’adozione di un sistema elettronico di controllo degli accessi costituisce una contromisura importante per proteggersi dalle eventuali intrusioni e nel contempo soddisfare le prescrizioni del GDPR.
La domanda che più di frequente viene posta, in questi casi, è: “per la sicurezza degli accessi e gestione del personale è necessario ottenere il consenso da parte dei lavoratori dipendenti?”.
La risposta è contenuta nell’art. 6, il quale stabilisce che il trattamento è lecito solo se l’interessato ha espresso il consenso per una o più specifiche finalità (c. 1, lett. a) a meno che non sia necessario «all’esecuzione di un contratto di cui l’interessato è parte» (c.1 lett. b) oppure «per il perseguimento del legittimo interesse del titolare del trattamento o di terzi», purché vengano rispettate determinate condizioni (c. 1 lett. f).
Quando serve il consenso
Entrambe le eccezioni, salvo smentite, indicano che nel caso degli accessi non è necessario ottenere il consenso da parte dei lavoratori dipendenti. Il trattamento dei loro dati, infatti, avviene nell’ambito del rapporto di lavoro e per il perseguimento dei legittimi interessi dell’impresa. Il comma 1 elenca quali possono essere le finalità di trattamento dei dati personali dei dipendenti. Non è richiesto il consenso per le finalità connesse alla «salute e sicurezza sul lavoro, protezione della proprietà del datore di lavoro o del cliente e ai fini dell’esercizio e del godimento, individuale o collettivo, dei diritti e dei vantaggi connessi al lavoro».
Per gli altri soggetti, invece, occorre ottenere il consenso e le regole da rispettare sono decisamente più stringenti. Necessario quindi, escogitare una policy adeguata per ricevere il consenso di eventuali visitatori, fornitori o altre persone non legate da un contratto di lavoro subordinato all’azienda.
Soluzioni MV con FiveFold
FiveFold, forte della sua premier partnership con Cisco Meraki, propone ai suoi clienti, ed ai potenziali tali, una interessante proposta relativamente a queste tecnologie.
Con noi, infatti, avrai la possibilità di testare gratuitamente sia le telecamere MV di Meraki che il sistema di controllo elettronico degli accessi.
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#LetsDoITtogether