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migrazione in cloud

Si può dire che la migrazione in cloud stia diventando “mainstream“?

 

E’ sotto gli occhi di tutti che le tecnologie 4.0 continuano ad evolversi, man mano che i loro creatori e consumatori trovano il modo di sfruttarne le capacità, per creare un maggiore valore.

 

Questo è ciò che vediamo accadere, ad esempio, con il cloud computing. Quest’ultimo si è trasformato, partendo da semplice servizio di archiviazione fornito da alcuni provider, fino a diventare una soluzione onnicomprensiva. Oggi, infatti, abbiamo servizi di piattaforme come servizio (PaaS), Infrastruttura come Servizio (IaaS) e Software come servizio (SaaS). Il tutto erogato da provider di servizi cloud (CSP).

 

Si pronuncia così un recente comunicato stampa di Gartner sulla previsione dell’adozione, da parte delle aziende, del cloud:

 

A questo punto, l’adozione del cloud è mainstream“, dice Sid Nag, vice presidente della ricerca presso Gartner. “Pertanto, anche le aspettative degli esiti associati agli investimenti nel cloud sono più elevate. L’adozione di soluzioni di prossima generazione sono quasi sempre soluzioni “ottimizzate e compatibili col cloud”, il che significa che si basano sui punti di forza di una piattaforma cloud per offrire capacità di business digitali“.

 

Noi di Fivefold vediamo questa tendenza anche con i nostri clienti. A causa del tempo, delle risorse e della complessità necessarie per trasferire gli attuali servizi e applicazioni IT nel cloud, le strategie di adozione tendono a concentrarsi sulle nuove soluzioni implementate.

 

In virtù di ciò, riteniamo che una maggiore migrazione dei dati, delle applicazioni e dell’infrastruttura in cloud aiuterà le aziende ad accelerare la loro trasformazione in aziende digitali. Tuttavia, indipendentemente dal modo o dal quando un’azienda adotta il cloud, il vantaggio massimo è traibile solo ad una condizione. Fornirsi di interconnessione al cloud diretta e sicura.

 

Di seguito vediamo alcuni trend per l’anno corrente, in linea con quanto abbiamo appena anticipato.

 

Trend n. 1: le aziende stanno passando all’IT ibrido

 

Stando alla ricerca di IDG, il 73% dei responsabili delle decisioni IT dispone di almeno un’applicazione o di una parte della propria infrastruttura informatica nel cloud. Tuttavia, oltre un terzo (38%) degli intervistati nutre delle riserve riguardo una eventuale migrazione al 100%. IDG ha anche segnalato il seguente elenco, che indica come le organizzazioni impiegano i loro acquisti per servizi in cloud:

  •        41% per introduzione di software, piattaforme o infrastrutture
  •        26% per gli aggiornamenti
  •        34% per la sostituzione della tecnologia esistente

 

Quello che emerge è che, per le aziende, risulta meno rischioso spostarsi in ambienti IT ibridi. Meglio, attualmente, una combinazione di infrastrutture locali, private cloud e di cloud pubblico, che andare completamente in cloud tutto in una volta.

 

Tuttavia IDC prevede che, dal 2021 in poi, oltre il 90% delle infrastrutture IT aziendali in tutto il mondo sarà un mix di cloud privati ​​locali / dedicati, cloud pubblici multipli e piattaforme legacy.

 

Poiché contestualmente i Cloud Service Provider aumentano le loro offerte e rafforzano le funzionalità di sicurezza e protezione dei dati, la porta alla migrazione del cloud si apre anche alle aziende più titubanti e prudenti perché, senza di essa, non saranno in grado di competere.

 

Trend n. 2: Edge computing

 

IDC prevede inoltre che entro il 2023, il 10% dei carichi di lavoro locali aziendali sarà nei cloud pubblici.

 

Poiché sempre più aziende creano e consumano dati e servizi IT, richiedono maggiori risorse dedicate di elaborazione, archiviazione e applicazione dal cloud, per trasformarsi in un business digitale più competitivo. Pertanto siamo d’accordo con l’analista di Gartner Thomas Bittman, che scrive, nel rapporto Exploring the Edge: 12 Frontiers of Edge Computing,“l’Edge computing integra il cloud computing per i casi di utilizzo digitale, risolvendo i requisiti di latenza, larghezza di banda, autonomia e privacy. ”

 

L’Edge computing è un approccio importante perché crea modi nuovi e migliorati per ottimizzare l’efficienza operativa. Permette di aumentare le prestazioni e la sicurezza, automatizzare i processi principali e garantire la disponibilità continua a industrie e imprese. Si tratta di un metodo fondamentale per garantire la trasformazione digitale delle modalità di lavoro.

 

L’edge computing è, inoltre, strettamente integrato con il cloud per fornire una soluzione flessibile in grado di soddisfare le esigenze di raccolta e analisi dei dati di ciascuna organizzazione. Nella raccolta e analisi in tempo reale, l’edge è ideale per determinati carichi di lavoro. Il cloud può fornire invece un’unità di calcolo centrale per analisi su larga scala.

 

Combinati fra loro, i due sistemi forniscono informazioni, sia storiche che in tempo reale, su diversi aspetti. Permettono di monitorare performance e consentono processi come l’apprendimento automatico e la gestione delle prestazioni delle risorse. Un esempio concreto è rappresentato dall’IoT industriale, gestito in cloud.

 

In questo contesto, i  settori che possono principalmente trarre benefici dall’edge computing sono sicuramente quelli industriali, farmaceutici e del commercio al dettaglio.

 

Trend n. 3: l’interconnessione privata ai servizi cloud sta accelerando

 

Una connessione Internet potrebbe rappresentare la prima condizione verso l’adozione del cloud per molte aziende. Tuttavia, per molte di loro, non è il percorso più conveniente o più sicuro a causa di problemi inerenti alle prestazioni e alla sicurezza.

 

Un’elevata latenza che causa ritardi tra utenti e servizi cloud può infatti rallentare la strategia di migrazione del cloud di un’azienda. In particolare, ciò avviene quando si spostano volumi elevati, carichi di lavoro sensibili alla latenza.  Questo discorso vale per le comunicazioni unificate, giochi online, intelligenza artificiale, analisi in tempo reale, o traffico dati privato.

 

Nel rapporto Gartner prima citato si è fatto presente che i Cloud Service Provider devono accelerare le connessioni dirette al cloud.

 

Noi di FiveFold, in quanto fornitori di interconnessione privata ai servizi cloud, vediamo in prima persona un numero sempre più alto di aziende che selezionano la connessione diretta al cloud per ottenere prestazioni e sicurezza maggiori. Il volume 3 dell’indice di interconnessione globale (GXI), uno studio di mercato annuale pubblicato da Equinix, stima che l’interconnessione privata tra imprese e fornitori di servizi cloud e IT aumenterà a un tasso di crescita annuale composto del 112% (CAGR) in tutto il mondo tra il 2018 e il 2022.

 

Sfruttando le offerte PaaS, IaaS o SaaS on demand, ed i servizi IT ad esse correlati, le aziende possono accelerare la migrazione in cloud del business. Man mano che si accumula più attività cloud ed edge computing, l’interconnessione privata sarà il modo più rapido e sicuro per accedere alle risorse e ai servizi, senza interruzioni. Questo è l’unico modo per rendere efficace qualsiasi strategia basata sul cloud.

 

Conclusioni

 

Nel primo trend abbiamo analizzato il modo in cui le aziende stanno attualmente adottando soluzioni in cloud, con una netta prevalenza delle infrastrutture ibride.

 

Nel secondo punto abbiamo visto, invece, come in alcuni settori l’introduzione dell’edge computing possa creare un sistema avanzato di gestione delle attività operative, assicurandone la continuità.

 

Infine, abbiamo visto che, per supportare queste attività innovative, vi è una sempre maggiore richiesta di connessioni sicure e dedicate, dirette al cloud.

 

FiveFold propone soluzioni e servizi in cloud che collegano i tre punti passati in rassegna. Forniamo quindi ai nostri clienti tutti gli strumenti per completare il processo di digitalizzazione, senza correre alcun tipo di rischio.

 

Vuoi maggiori informazioni? Non esitare a contattarci!

 

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